Stipendio Infermiere
CCNL CCNL Comparto Sanità 2019-2021Riepilogo Retributivo
RAL Media Annua
26.000 €
lordo annuo
Netto Mensile Medio
1650 €
in busta paga
Livelli Retributivi - Infermiere
| Livello | RAL Annua | Netto Mensile |
|---|---|---|
| D (ex Cat. D) | 23.484 € | 1550 € |
| D con 5 anni | 25.060 € | 1650 € |
| D con 15 anni | 27.160 € | 1750 € |
| DS (Coordinatore) | 28.860 € | 1850 € |
Quanto guadagna un Infermiere nel 2026
Lo stipendio di un infermiere nel settore pubblico italiano si attesta su una RAL media compresa tra €28.000 e €35.000, che corrisponde a un netto mensile di circa €1.600 – €2.000. Questi valori variano sensibilmente in base all'anzianità di servizio, al livello contrattuale di appartenenza e alle indennità accessorie legate ai turni e alle condizioni di lavoro.
Per contestualizzare: il salario mediano italiano si aggira intorno ai €1.500 netti al mese, il che posiziona l'infermiere neoassunto leggermente al di sopra della media nazionale. Tuttavia, rispetto ad altre professioni sanitarie come il medico ospedaliero o il farmacista, il gap retributivo rimane significativo — un elemento che alimenta da anni il dibattito sulla valorizzazione del personale infermieristico nel Servizio Sanitario Nazionale.
Va considerato anche il fattore geografico: nelle regioni del Nord, le aziende sanitarie spesso integrano lo stipendio tabellare con indennità aggiuntive e benefit aziendali più consistenti. Al Sud, invece, il costo della vita inferiore compensa parzialmente le retribuzioni generalmente più basse. Il quanto guadagna un infermiere dipende quindi da un insieme di variabili che questa guida analizza nel dettaglio.
Tabella stipendiale completa per livello e anzianità
Il CCNL Comparto Sanità 2019-2021 inquadra gli infermieri nell'Area dei Professionisti della Salute e dei Funzionari, ex categoria D. La progressione economica avviene per scatti biennali legati all'anzianità, con passaggi di livello che prevedono valutazioni del merito. La tabella stipendiale seguente riepiloga i valori lordi e il netto stimato per i principali gradini di carriera.
| Livello / Posizione | Stipendio base lordo | Indennità di comparto (stima) | Totale lordo annuo | Netto mensile stimato |
|---|---|---|---|---|
| Area D – Neoassunto | €21.984 | €1.500 | €23.484 | €1.550 |
| Area D – con 5 anni di anzianità | €23.560 | €1.500 | €25.060 | €1.650 |
| Area D – con 15 anni di anzianità | €25.660 | €1.500 | €27.160 | €1.750 |
| Area DS – Coordinatore Infermieristico | €27.060 | €1.800 | €28.860 | €1.850 |
Note metodologiche: il netto mensile è calcolato su 13 mensilità, applicando le aliquote IRPEF 2025 per un lavoratore dipendente senza carichi di famiglia, con detrazioni da lavoro dipendente. Le indennità accessorie (turni, reperibilità, straordinario) non sono incluse e possono incrementare il netto in modo sostanziale.
Il contratto collettivo di riferimento: CCNL Comparto Sanità
Gli infermieri che lavorano nel Servizio Sanitario Nazionale sono disciplinati dal CCNL del Comparto Sanità 2019-2021, siglato il 2 novembre 2022 tra l'ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e le organizzazioni sindacali rappresentative del settore. Il contratto ha avuto un iter particolarmente lungo — iniziato nel 2019 e concluso nel 2022 — e ha introdotto modifiche rilevanti rispetto al CCNL precedente del 2016-2018.
Tra le novità più significative: il rinnovo ha previsto un incremento tabellare medio di circa €95 mensili lordi rispetto ai valori precedenti, oltre a una riorganizzazione delle aree di inquadramento. L'ex Categoria D, a cui appartengono gli infermieri, è confluita nell'Area dei Professionisti della Salute e dei Funzionari, mentre l'ex Categoria DS (coordinatori) è ora nell'Area delle Elevate Professionalità.
Il contratto regola non solo le retribuzioni tabellari ma anche l'orario di lavoro (36 ore settimanali), i riposi minimi, le indennità specifiche del settore sanitario, i permessi retribuiti e le modalità di progressione economica e di carriera. Per gli infermieri delle strutture private convenzionate, si applica invece il CCNL AIOP/ARIS, con condizioni spesso differenti da quelle del comparto pubblico.
Come evolve lo stipendio dell'infermiere nel corso della carriera
La progressione retributiva di un infermiere pubblico segue due binari paralleli: gli scatti di anzianità automatici e i passaggi di posizione legati alla valutazione individuale e alle disponibilità del fondo aziendale.
Secondo il CCNL Comparto Sanità 2019-2021, gli scatti economici maturano ogni due anni di servizio effettivo, con incrementi progressivi. Un infermiere neoassunto in Area D con uno stipendio base di circa €21.984 lordi annui vedrà la propria retribuzione crescere come segue nel corso degli anni:
- Al momento dell'assunzione: lordo annuo €23.484 — netto mensile circa €1.550
- Dopo 5 anni: lordo annuo €25.060 — netto mensile circa €1.650 (+€100/mese rispetto all'ingresso)
- Dopo 15 anni: lordo annuo €27.160 — netto mensile circa €1.750 (+€200/mese rispetto all'ingresso)
- Come Coordinatore Infermieristico (DS): lordo annuo €28.860 — netto mensile circa €1.850
Il salto più importante in termini di tabella stipendiale avviene con il passaggio al ruolo di Coordinatore Infermieristico (ex Cat. DS), che richiede il superamento di una procedura selettiva interna e l'assunzione di responsabilità gestionali sull'équipe. Questo passaggio vale circa €100 netti mensili in più rispetto al livello D con 15 anni di anzianità.
Per chi ambisce a un ulteriore sviluppo professionale, l'accesso alla dirigenza infermieristica (Dirigente delle Professioni Sanitarie) apre a retribuzioni significativamente più elevate, generalmente sopra i €40.000 lordi annui, ma richiede specifici requisiti formativi e concorsuali.
Voci accessorie e benefit: dove si costruisce davvero il netto
La retribuzione tabellare è solo il punto di partenza. Per un infermiere che lavora in un reparto ospedaliero con turni notturni e festivi, le voci accessorie possono aggiungere tra €200 e €600 netti mensili allo stipendio base. Ecco le principali.
Indennità di turno e notturna: secondo il CCNL Comparto Sanità, il lavoro notturno (dalle 22:00 alle 06:00) è maggiorato del 30% rispetto alla tariffa oraria ordinaria. Il lavoro festivo garantisce una maggiorazione del 50%. Per chi effettua mediamente 6-8 turni notturni al mese, questa voce vale tra €150 e €300 netti mensili.
Reperibilità: l'indennità di reperibilità spetta nelle ore di disponibilità al di fuori dell'orario ordinario. È regolata dall'art. 46 del CCNL e ammonta a circa €10-12 lordi per ogni periodo di reperibilità (di norma 12 ore), con incremento nel caso di effettivo intervento.
Straordinario: retribuito con una maggiorazione del 15% sull'ordinario nei giorni feriali, del 30% nei giorni festivi. In molte ASL il ricorso allo straordinario è sistematico per coprire carenze di organico, il che si traduce in un incremento mensile reale dello stipendio netto di un infermiere.
Tredicesima: erogata a dicembre, equivale a una mensilità lorda intera. Il suo impatto sul netto annuo effettivo è già incluso nel calcolo della RAL.
Buoni pasto e welfare aziendale: molte aziende sanitarie riconoscono buoni pasto del valore di €5-7 per ogni giorno lavorativo (esentasse fino a €8 al giorno per i ticket elettronici, secondo la normativa fiscale vigente). Alcune ASL offrono anche piattaforme di welfare aziendale con rimborsi per spese sanitarie, formazione e trasporti.
Indennità di specificità infermieristica: introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 e consolidata nei rinnovi contrattuali successivi, questa indennità riconosce la specificità del lavoro infermieristico in contesti ad alta complessità. Il suo importo varia a seconda dell'azienda e del contratto integrativo aziendale.
Domande frequenti sullo stipendio dell'infermiere
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Quanto prende in busta paga un infermiere neoassunto nel SSN?
Un infermiere neoassunto inquadrato in Area D riceve un netto mensile stimato di circa €1.550, calcolato su uno stipendio lordo annuo di €23.484 (comprensivo dell'indennità di comparto). A questa cifra si aggiungono le eventuali indennità per turni, notti e festivi, che nella pratica portano spesso il netto reale tra €1.700 e €1.900.
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Qual è la differenza di stipendio tra un infermiere e un coordinatore infermieristico?
Il coordinatore infermieristico (ex Cat. DS, ora Area delle Elevate Professionalità) percepisce un lordo annuo di circa €28.860, contro i €23.484 del neoassunto in Area D. La differenza in termini di netto mensile è di circa €300, che sale ulteriormente considerando le indennità di funzione previste dal contratto integrativo aziendale.
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Lo stipendio dell'infermiere cambia tra Nord e Sud Italia?
La retribuzione tabellare è uguale su tutto il territorio nazionale, essendo fissata dal CCNL nazionale. Le differenze derivano dal contratto integrativo aziendale, che può prevedere indennità aggiuntive variabili da azienda ad azienda, e dalla disponibilità di straordinari. In alcune regioni del Nord, le aziende sanitarie offrono anche benefit aziendali più consistenti per attrarre personale.
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Quando verrà rinnovato il CCNL Comparto Sanità?
Il CCNL 2019-2021 è stato siglato nel novembre 2022. Il contratto per il triennio 2022-2024 è attualmente in fase di rinnovo. Le trattative tra ARAN e sindacati proseguono con l'obiettivo di incrementare ulteriormente le retribuzioni tabellari, anche alla luce dell'aumento del costo della vita degli ultimi anni. Aggiornamenti ufficiali sono pubblicati sul sito ARAN (aran.gov.it).
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Come si calcola il netto mensile di un infermiere a partire dal lordo?
Per passare dal lordo al netto bisogna sottrarre i contributi previdenziali a carico del dipendente (circa 9,19% per il Fondo Pensione INPS), l'addizionale IRPEF regionale e comunale, e l'IRPEF calcolata per scaglioni. Per un infermiere con RAL di €25.000 e senza carichi di famiglia, l'aliquota media effettiva si aggira intorno al 20-22%, portando il netto mensile su 13 mensilità a circa €1.600-1.650.