Stipendio Docente Scuola
CCNL CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2019-2021Riepilogo Retributivo
RAL Media Annua
29.000 €
lordo annuo
Netto Mensile Medio
1750 €
in busta paga
Livelli Retributivi - Docente Scuola
| Livello | RAL Annua | Netto Mensile |
|---|---|---|
| 0-8 anni | 22.400 € | 1400 € |
| 9-14 anni | 24.900 € | 1550 € |
| 15-20 anni | 27.500 € | 1700 € |
| 21-27 anni | 30.100 € | 1850 € |
| 28-34 anni | 33.000 € | 2000 € |
| 35+ anni | 35.600 € | 2150 € |
Quanto guadagna un Docente Scuola nel 2026
Lo stipendio di un docente scuola in Italia si colloca tra i €24.000 e €38.000 lordi annui (RAL), con un netto mensile che va da circa €1.400 a €2.200 in base all'anzianità di servizio. Si tratta di una forbice significativa che riflette un sistema retributivo fondato quasi esclusivamente sugli scatti di anzianità, con limitata valorizzazione del merito individuale.
Per contestualizzare questi numeri: secondo i dati ISTAT 2024, il reddito netto mediano dei lavoratori dipendenti italiani si attesta intorno ai €1.500 mensili. Un docente all'inizio di carriera si posiziona quindi nella media nazionale, mentre un docente con oltre 28 anni di servizio supera sensibilmente quel dato. Rispetto ad altre professioni del pubblico impiego comparabili per titolo di studio richiesto — come l'impiegato amministrativo di categoria C o D — il docente alle prime fasce retributive risulta spesso penalizzato, mentre recupera terreno nelle fasce più alte grazie alla progressione per anzianità.
Va tenuto presente che la retribuzione netta dipende anche dalla situazione fiscale individuale (carichi di famiglia, detrazioni per figli, mutuo prima casa) e dalla sede di servizio. Un insegnante a Milano o Roma affronta costi della vita significativamente superiori rispetto a chi lavora in una città di medie dimensioni del Sud, dove lo stesso stipendio garantisce un tenore di vita comparativamente più alto.
Tabella stipendiale completa per i Docenti: tutti i livelli
La progressione economica dei docenti di ruolo è regolata dal CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2019-2021 e si articola in fasce biennali di anzianità. Di seguito la tabella stipendiale aggiornata con stipendio base, indennità contrattuale e stima del netto mensile:
| Fascia di anzianità | Stipendio base lordo annuo | Indennità di vacanza contrattuale | Totale lordo annuo (RAL) | Netto mensile stimato |
|---|---|---|---|---|
| 0–8 anni | €21.400 | €1.000 | €22.400 | €1.400 |
| 9–14 anni | €23.800 | €1.100 | €24.900 | €1.550 |
| 15–20 anni | €26.300 | €1.200 | €27.500 | €1.700 |
| 21–27 anni | €28.800 | €1.300 | €30.100 | €1.850 |
| 28–34 anni | €31.600 | €1.400 | €33.000 | €2.000 |
| 35 anni e oltre | €34.100 | €1.500 | €35.600 | €2.150 |
Note: il netto mensile è stimato su base 13 mensilità, applicando le aliquote IRPEF vigenti e le detrazioni da lavoro dipendente standard. Non include arretrati contrattuali o compensi accessori variabili. Fonte: CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2019-2021, tabelle allegate.
Il contratto collettivo nazionale di lavoro che regola gli insegnanti
La retribuzione dei docenti della scuola pubblica è disciplinata dal CCNL del Comparto Istruzione e Ricerca 2019-2021, sottoscritto il 18 gennaio 2024 tra l'ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e le organizzazioni sindacali rappresentative del settore, tra cui FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS-Confsal e GILDA-UNAMS.
Il rinnovo ha riguardato il triennio 2019-2021 e ha introdotto incrementi retributivi medi di circa €96 mensili lordi a regime, con decorrenza economica dal 1° marzo 2022 per tener conto dei ritardi nella contrattazione. Erano stati previsti anche arretrati a saldo per il personale in servizio nel periodo di vigenza contrattuale.
Secondo il CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2019-2021, le componenti della retribuzione dei docenti si suddividono in:
- Stipendio tabellare: la voce principale, determinata dalla fascia di anzianità e dalla tipologia di docenza (infanzia, primaria, secondaria di I e II grado).
- Indennità di vacanza contrattuale (IVC): un importo provvisorio riconosciuto nelle more del rinnovo contrattuale successivo, che viene riassorbito con la firma del nuovo CCNL.
- Retribuzione professionale docenti (RPD): una voce accessoria prevista da precedenti contratti e consolidata nel tempo.
- Compensi accessori: legati a funzioni strumentali, ore aggiuntive, collaborazioni con la dirigenza e altri incarichi specifici definiti nel Piano dell'Offerta Formativa.
È importante sottolineare che il CCNL 2022-2024 è attualmente in fase di rinnovo: le trattative tra ARAN e sindacati prevedono ulteriori aumenti, con stime di incremento che parlano di un lordo aggiuntivo tra €100 e €150 mensili per le fasce iniziali. Monitorare gli sviluppi è fondamentale per chi sta valutando una carriera nel docente pubblico.
Come cresce lo stipendio di un insegnante nel corso della carriera
La progressione economica di un docente di ruolo è sostanzialmente automatica e legata all'anzianità di servizio: a differenza del settore privato, non esistono valutazioni delle performance individuali che incidano sulla retribuzione base. Gli scatti avvengono ogni cinque anni nelle prime fasce, allargandosi progressivamente nelle fasce successive.
Per capire concretamente cosa significa questa progressione, immaginiamo il percorso di una docente di scuola secondaria di secondo grado che supera il concorso ordinario a 28 anni:
- Anno 1 (28 anni di età): entra in ruolo con una RAL di €22.400, netto mensile circa €1.400. La retribuzione è inferiore alla media dei laureati coetanei nel privato.
- A 37 anni (9 anni di servizio): passa alla fascia successiva, con una RAL di €24.900 e un netto di €1.550. L'incremento è di €150 mensili netti.
- A 43 anni (15 anni di servizio): RAL €27.500, netto €1.700. In questa fase inizia ad avvicinarsi alla mediana dei redditi italiani.
- A 55 anni (27 anni di servizio): RAL €30.100, netto €1.850. La carriera è nel pieno della maturità professionale.
- A 63 anni (35 anni di servizio): fascia massima, RAL €35.600, netto €2.150. È lo stipendio più alto raggiungibile come docente senza assumere incarichi dirigenziali.
Chi vuole accelerare la crescita economica senza aspettare gli scatti automatici ha alcune opzioni concrete: assumere incarichi di funzione strumentale (retribuiti con compensi aggiuntivi di €800–€2.000 annui), accettare incarichi di collaboratore del dirigente scolastico, o svolgere ore aggiuntive nell'ambito del Fondo dell'Istituzione Scolastica. Alcuni docenti integrano il reddito con lezioni private o attività di formazione, che però esulano dalla retribuzione contrattuale.
Voci accessorie, benefit e tutto ciò che incide davvero sul netto
Oltre allo stipendio tabellare, la retribuzione di un docente comprende una serie di voci che, pur non sempre visibili nella busta paga mensile ordinaria, contribuiscono in modo concreto al reddito complessivo annuo.
Tredicesima mensilità
I docenti di ruolo percepiscono la tredicesima mensilità a dicembre, pari sostanzialmente a una mensilità lorda dello stipendio tabellare. Non è un benefit discrezionale: è un diritto contrattuale consolidato. Per un docente nella fascia 15-20 anni, significa una tredicesima lorda di circa €2.100, netta di circa €1.450.
Fondo dell'Istituzione Scolastica (FIS)
Ogni scuola distribuisce annualmente le risorse del Fondo dell'Istituzione Scolastica tra il personale, secondo un piano approvato in contrattazione d'istituto. I docenti che svolgono ore aggiuntive, coordinano dipartimenti, gestiscono progetti PTOF o ricoprono funzioni strumentali ricevono compensi extra che mediamente oscillano tra €500 e €2.500 annui lordi, a seconda della scuola e dell'impegno assunto.
Indennità di turno e disagio
Per i docenti che operano in contesti particolari — scuole ospedaliere, carceri, istituti per disabili gravi — sono previste indennità di disagio disciplinate dal CCNL e dai contratti integrativi. L'importo varia, ma può incidere per alcune centinaia di euro annui sul lordo.
Buoni pasto
Il diritto ai buoni pasto per i docenti è una questione ancora non uniformemente risolta: spetta nei casi di orario di servizio che si protrae oltre determinate soglie giornaliere, ma non è una voce universale come nel comparto ministeri. Quando spettano, il valore giornaliero è allineato ai parametri del pubblico impiego (attualmente €7,00 in formato cartaceo o fino a €8,00 in forma elettronica).
Welfare e previdenza complementare
I docenti statali possono aderire al Fondo Espero, il fondo pensione complementare del comparto istruzione. Il datore di lavoro (MIUR) contribuisce con una quota aggiuntiva dello 0,55% della retribuzione utile, rendendo l'adesione economicamente conveniente per chi vuole costruire una pensione integrativa. Non si tratta di un incremento del netto mensile immediato, ma di un beneficio differito di valore concreto nel lungo periodo.
Domande frequenti sullo stipendio dei docenti di scuola pubblica
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Quanto prende netto al mese un docente neoassunto nel 2026?
Un docente che entra in ruolo per la prima volta — o che si trova nei primi 8 anni di servizio riconosciuti — percepisce un netto mensile stimato di circa €1.400, calcolato su una RAL di €22.400. Questa cifra può variare leggermente in base alle detrazioni fiscali personali (carichi familiari, abitazione principale) e non include eventuali compensi accessori del FIS.
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Il servizio precario (supplenze) viene conteggiato nell'anzianità?
Sì, ma con alcune limitazioni. Secondo la normativa vigente e la giurisprudenza consolidata (anche alla luce delle sentenze europee), i periodi di supplenza annuale (su organico di diritto e di fatto) vengono riconosciuti ai fini dell'anzianità economica una volta che il docente è immesso in ruolo. I periodi di supplenza breve sono invece riconosciuti solo parzialmente. È fondamentale richiedere esplicitamente il riconoscimento del servizio pre-ruolo all'atto dell'immissione.
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Qual è la differenza di stipendio tra docente di scuola primaria e secondaria?
Secondo il CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2019-2021, la tabella stipendiale è sostanzialmente uniforme per tutti i docenti delle istituzioni scolastiche statali, indipendentemente dal grado. La differenziazione principale non riguarda lo stipendio base, ma il numero di ore di cattedra settimanale (22 ore per la primaria, 18 ore per la secondaria) e le ore da destinare ad attività funzionali all'insegnamento.
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Uno stipendio da docente permette di vivere nelle grandi città italiane?
Con un netto di €1.400–€1.550 mensili nelle prime fasce, vivere autonomamente a Milano, Roma o Bologna è oggettivamente difficile: solo l'affitto di un monolocale può assorbire il 50-60% del reddito. Molti docenti nelle grandi città condividono l'abitazione o usufruiscono di un secondo reddito familiare. La situazione migliora sensibilmente nelle fasce intermedie (€1.700–€1.850) e nelle città medie o del Sud, dove i costi abitativi sono significativamente più bassi.
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Quando arriveranno gli aumenti con il nuovo CCNL 2022-2024?
Le trattative per il rinnovo del CCNL 2022-2024 sono in corso tra ARAN e organizzazioni sindacali. Le risorse stanziate dalla legge di bilancio 2025 dovrebbero consentire aumenti medi nell'ordine di €100–€150 lordi mensili, con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2022. I tempi di firma del contratto e di erogazione degli arretrati dipendono dall'andamento delle trattative: si consiglia di seguire i comunicati ufficiali dell'ARAN e dei principali sindacati di categoria per aggiornamenti puntuali.