Concorso CONCORSO (scad. 26 marzo 2026) presso UNIVERSITA' DEL MOLISE IN CAMPOBASSO
Informazioni Concorso
Ente
UNIVERSITA' DEL MOLISE IN CAMPOBASSO
Ruolo
CONCORSO (scad. 26 marzo 2026)
Scadenza
1 gennaio 1970
L'Università degli Studi del Molise ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale un nuovo bando di selezione pubblica, con scadenza fissata al 26 marzo 2026. Per chi è alla ricerca di una posizione stabile nel mondo accademico e universitario, questa è un'occasione da non lasciarsi sfuggire — specialmente considerando quanto sia raro che un ateneo di queste dimensioni apra le porte a nuove figure. L'università molisana, fondata nel 1982 e con sede principale a Campobasso, è un ente pubblico di medie dimensioni che garantisce un ambiente lavorativo a misura d'uomo, lontano dalla dispersività dei grandi atenei metropolitani.
Lavorare in un'università pubblica significa entrare in un contesto dove la stabilità contrattuale si unisce a un ambiente intellettualmente stimolante. Non si tratta solo di avere un impiego sicuro: gli atenei offrono spesso possibilità di formazione continua, flessibilità organizzativa e un tessuto relazionale con ricercatori e docenti che, per molti profili tecnico-amministrativi, rappresenta un valore aggiunto concreto. A mio avviso, le selezioni negli enti universitari sono tra le più interessanti nel panorama del pubblico impiego proprio per questa combinazione di stabilità e dinamismo.
Il bando è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale — il canale ufficiale per tutte le opportunità nel settore pubblico — ed è quindi pienamente regolamentato dalla normativa vigente sul pubblico impiego. Prima di procedere con la candidatura, è fondamentale scaricare e leggere attentamente il testo integrale del bando ufficiale, disponibile sul sito dell'ateneo molisano e sul portale Gazzetta Ufficiale, poiché i dettagli definitivi su posti, categoria contrattuale e requisiti specifici sono indicati esclusivamente in quel documento.
Sei il candidato giusto? I requisiti da considerare
Trattandosi di un concorso bandito da un ateneo pubblico, i requisiti generali di partecipazione seguono le disposizioni del D.Lgs. 165/2001 e degli ordinamenti universitari. In assenza di specifiche diverse indicate nel bando, si applicano i criteri standard previsti per l'accesso ai ruoli del comparto Istruzione e Ricerca. Ecco i requisiti tipicamente richiesti:
- Cittadinanza: italiana o di uno Stato membro dell'Unione Europea; sono ammessi anche i familiari di cittadini UE e i soggetti equiparati per legge.
- Età: il limite minimo è 18 anni; non è previsto un limite massimo, salvo quello pensionistico, in conformità con la normativa vigente.
- Titolo di studio: da verificare nel bando ufficiale, poiché varia in base alla categoria e al profilo professionale specifico del posto messo a concorso.
- Godimento dei diritti civili e politici: requisito imprescindibile per qualsiasi accesso al pubblico impiego.
- Idoneità fisica: all'espletamento delle mansioni previste per il profilo.
- Assenza di condanne penali che ostino all'impiego presso la pubblica amministrazione.
- Non essere stati destituiti o dispensati dall'impiego presso pubbliche amministrazioni.
- Posizione regolare nei confronti del servizio militare (per i soggetti tenuti).
Vale la pena sottolineare che per determinati profili tecnici o specializzati, gli atenei richiedono spesso anche abilitazioni professionali o esperienze pregresse nel settore specifico. Verificate con cura la sezione "requisiti speciali" del bando.
Come si presenta la domanda
Per le selezioni bandite dalle università pubbliche, la presentazione della domanda avviene quasi sempre per via telematica. Il canale privilegiato è la piattaforma InPA (inpa.gov.it), il portale nazionale del reclutamento pubblico attraverso cui la maggior parte delle amministrazioni gestisce le candidature. In alternativa, alcuni atenei mantengono un proprio sistema di iscrizione online: verificate sul sito ufficiale dell'Università del Molise (unimol.it) le istruzioni specifiche per questo bando.
Per completare l'iscrizione avrete generalmente bisogno di:
- Identità digitale SPID, CIE o CNS per accedere alla piattaforma
- Documento d'identità in corso di validità
- Codice fiscale
- Titolo di studio (con votazione, data e istituto di conseguimento)
- Curriculum vitae aggiornato, nei casi in cui sia richiesto
- Eventuale documentazione relativa a titoli preferenziali o di riserva
- Ricevuta di pagamento del contributo di segreteria, se previsto dal bando
La scadenza per la presentazione delle domande è il 26 marzo 2026. Non aspettate l'ultimo giorno: i sistemi informatici dei portali pubblici sono spesso sotto pressione nelle ore finali, e un problema tecnico potrebbe costarvi l'esclusione. Presentate la domanda almeno 48-72 ore prima della chiusura.
Il percorso selettivo: cosa aspettarsi dalle prove
I concorsi universitari seguono generalmente un iter procedurale definito dal D.Lgs. 150/2009 e dai regolamenti interni di ateneo. In base alla categoria professionale e al numero di candidati ammessi, le prove possono articolarsi in modi diversi. Per i profili tecnico-amministrativi, lo schema più frequente è il seguente:
- Preselezione: quiz a risposta multipla su argomenti attinenti al profilo, cultura generale, logica e lingua inglese. Si attiva solitamente quando le candidature superano una certa soglia.
- Prova scritta: test a risposta multipla e/o elaborato su materie tecnico-specialistiche inerenti al ruolo. È la fase cruciale della selezione.
- Prova pratica: prevista per profili tecnici, informatici o contabili, consiste nell'esecuzione di compiti operativi reali (es. elaborazione di testi, uso di software specifici, analisi di dati).
- Prova orale: verifica delle competenze tecniche, delle soft skill e della conoscenza almeno di una lingua straniera, tipicamente l'inglese.
L'aspetto più interessante di questi concorsi è che le prove orali negli atenei tendono a essere piuttosto tecniche e focalizzate: la commissione è solitamente composta da docenti e dirigenti esperti, che vanno nel merito con domande specifiche. Prepararsi in modo superficiale non paga.
Come prepararsi in modo efficace
La preparazione per un concorso universitario richiede metodo. Partiamo dall'ovvio: leggete il bando dall'inizio alla fine, almeno due volte. Le materie d'esame sono sempre indicate nel testo ufficiale e costituiscono la vostra mappa di studio.
In termini generali, per le posizioni amministrative negli atenei pubblici le aree di studio più rilevanti sono:
- Diritto amministrativo e ordinamento degli enti pubblici
- Normativa sul pubblico impiego (D.Lgs. 165/2001 e successive modifiche)
- Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), per i profili coinvolti negli appalti
- Privacy e GDPR applicati alla PA
- Ordinamento universitario (Legge 240/2010 e normativa correlata)
- Elementi di contabilità pubblica per i profili amministrativo-contabili
- Lingua inglese a livello almeno B1/B2
Un consiglio pratico che mi sento di dare: affiancate allo studio teorico la lettura di testi normativi in versione integrata aggiornata, disponibili gratuitamente su Normattiva.it. Studiare la norma direttamente, senza affidarsi solo ai manuali, fa la differenza quando si tratta di rispondere a domande precise durante la prova scritta o l'orale.
Retribuzione e prospettive di carriera
Le posizioni presso l'Università del Molise rientrano nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Istruzione e Ricerca, siglato dall'ARAN con le organizzazioni sindacali di categoria. Il trattamento economico dipende dalla categoria contrattuale del profilo messo a concorso (B, C o D), da verificare nel bando ufficiale.
In termini generali, le retribuzioni nel comparto universitario includono la retribuzione tabellare, l'indennità di ateneo, eventuali assegni accessori legati alla produttività e al trattamento integrativo. La retribuzione lorda mensile indicativa, suddivisa per categoria, è da verificare nel bando ufficiale e nelle tabelle CCNL vigenti, che vengono periodicamente aggiornate in sede di rinnovo contrattuale.
Sul fronte della progressione, il sistema universitario prevede avanzamenti per anzianità (scatti automatici) e progressioni economiche orizzontali basate sulla valutazione delle performance. Per i profili più qualificati esiste anche la possibilità di progressioni verticali verso categorie superiori mediante procedure selettive interne. Un ulteriore elemento da non sottovalutare: gli atenei pubblici offrono spesso accesso a fondi per la formazione professionale, permessi studio e convenzioni per master o dottorati, benefici che in molti settori privati sono semplicemente inesistenti.
Per ogni informazione aggiornata e definitiva — posti disponibili, sede di servizio, categoria contrattuale, prove d'esame e modalità di presentazione della domanda — fate sempre riferimento al bando ufficiale pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sul sito dell'ateneo. Queste sono le uniche fonti vincolanti.
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