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Concorso Area Collaboratori presso Universita' degli Studi di Roma 'Tor Vergata' - 1 posti

Concorso Area Collaboratori presso Universita' degli Studi di Roma 'Tor Vergata' - 1 posti

Informazioni Concorso

Ente

Universita' degli Studi di Roma 'Tor Vergata'

Ruolo

Area Collaboratori

Posti Disponibili

1

Scadenza

27 aprile 2026

Requisiti

La figura professionale ricercata dovrà svolgere attività di supporto e collaborazione, in relazione ai seguenti ambiti: -         supporto alla direzione lavori nel controllo dell’esecuzione di interventi sugli impianti tecnologici a servizio degli immobili universitari, verifica dei cronoprogrammi delle attività e coordinamento con i fornitori; -         verifica e aggiornamento di elaborati tecnici e schemi impiantistici in funzione di modifiche intervenute e/o future e supporto alla redazione di capitolati tecnici, computi metrici estimativi e relativi allegati; -         assistenza alla gestione di pratiche e della sicurezza nei luoghi di lavoro per i cantieri temporanei o mobili; procedure per l’affidamento di lavori, forniture e servizi ai sensi del Decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 inerente a “Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'artic

Leggi il Bando Ufficiale

Fonte: Portale InPA

Lavorare in un ateneo romano, con un contratto stabile nel pubblico impiego e un ruolo tecnico concreto: non è uno scenario così comune, eppure il bando appena pubblicato dall'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" offre esattamente questa possibilità. Un posto disponibile, profilo tecnico nell'Area Collaboratori, scadenza fissata al 27 aprile 2026. Chi lavora nel settore impiantistico o ha esperienza nella gestione di cantieri e appalti pubblici farebbe bene a non lasciarsi sfuggire questa finestra.

Tor Vergata è uno degli atenei più grandi del Lazio, con un patrimonio immobiliare e impiantistico di notevole complessità. Il profilo ricercato si inserisce direttamente nella macchina operativa che tiene in piedi edifici, laboratori e spazi universitari: non un ruolo di contorno, ma una figura che incide concretamente sulla gestione tecnica quotidiana. L'aspetto più interessante, a mio avviso, è la trasversalità del lavoro richiesto — si passa dalla direzione lavori alla redazione di capitolati, dalla sicurezza in cantiere alle procedure del Codice dei contratti pubblici.

La selezione pubblica è gestita tramite la piattaforma InPA, il portale nazionale per i concorsi della pubblica amministrazione. I tempi sono abbastanza stretti, quindi conviene muoversi per tempo.

Sei il profilo giusto? I requisiti da soddisfare

Il bando si rivolge a candidati con una solida preparazione tecnica, preferibilmente nel settore dell'ingegneria impiantistica, edile o gestionale. I requisiti generali per la partecipazione a una selezione pubblica di questo tipo comprendono tipicamente:

  • Cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'Unione Europea (o equiparata per legge)
  • Età non inferiore ai 18 anni
  • Godimento dei diritti civili e politici
  • Assenza di condanne penali che impediscano la costituzione di un rapporto di pubblico impiego
  • Idoneità fisica allo svolgimento delle mansioni previste
  • Posizione regolare rispetto agli obblighi di leva (per i candidati di sesso maschile nati prima dell'abolizione)

Sul fronte del titolo di studio, vista la natura tecnica del ruolo, è ragionevole attendersi un diploma di scuola secondaria superiore ad indirizzo tecnico o una laurea triennale o magistrale in discipline come Ingegneria Civile, Ingegneria dei Sistemi Edilizi, Architettura o affini. Il bando ufficiale su InPA è il riferimento definitivo per i requisiti di accesso: verificare sempre il testo integrale prima di presentare domanda.

Vale la pena sottolineare che la figura dovrà avere familiarità sia con gli aspetti pratici — sopralluoghi, coordinamento con fornitori, verifica di cronoprogrammi — sia con quelli documentali, come la predisposizione di computi metrici estimativi e la gestione delle pratiche di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Una combinazione non banale, che premia profili con esperienza diretta sul campo.

Come presentare la domanda

La candidatura va presentata attraverso il portale InPA (inpa.gov.it), la piattaforma unica per i concorsi pubblici italiani. La registrazione richiede SPID o CIE: se non si dispone ancora di queste credenziali, meglio attivarle subito perché i tempi di rilascio possono variare.

Una volta effettuato l'accesso, la procedura guidata accompagna il candidato nella compilazione del modulo online. I documenti che solitamente vengono richiesti — o comunque da tenere pronti — includono:

  • Documento d'identità in corso di validità
  • Codice fiscale
  • Titolo di studio (scansione del diploma o della laurea)
  • Curriculum vitae aggiornato in formato europeo
  • Eventuali certificazioni tecniche o abilitazioni professionali (es. abilitazione come coordinatore della sicurezza in fase di progettazione/esecuzione)
  • Documentazione relativa a esperienze lavorative pregresse, se richiesta a fini valutativi

La scadenza è il 27 aprile 2026. Non aspettare gli ultimi giorni: i sistemi online tendono a congestionarsi nelle ore finali prima della chiusura, e un problema tecnico dell'ultimo minuto può compromettere la partecipazione. Presentare domanda con almeno 3-4 giorni di anticipo è una buona norma.

Le prove selettive: cosa aspettarsi

Il bando ufficiale chiarirà le modalità di selezione nel dettaglio. Per profili tecnici nell'area collaboratori degli atenei pubblici, le procedure tipicamente prevedono una combinazione di prove scritte e orali, con possibile valutazione dei titoli.

La prova scritta testa generalmente le conoscenze tecniche legate al profilo: normativa sugli impianti tecnologici negli edifici, lettura e interpretazione di elaborati grafici e schemi impiantistici, conoscenza del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), elementi di normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Non è raro trovare anche quesiti di tipo logico-matematico o domande a risposta multipla su materie giuridico-amministrative generali.

La prova orale approfondisce le competenze tecniche e valuta le capacità comunicative e di problem solving del candidato. In alcuni casi gli atenei prevedono anche una prova pratica, ad esempio la lettura di un computo metrico o la redazione di uno schema di capitolato.

Da verificare nel bando ufficiale: eventuale preselezione per numero di domande elevato, punteggi minimi per accedere alla prova successiva, criteri di valutazione dei titoli.

Prepararsi in modo efficace

Chi vuole arrivare preparato a questa selezione pubblica deve lavorare su due fronti paralleli: le materie tecniche di settore e la normativa pubblica che regola l'attività dell'ente.

Sul versante tecnico, le priorità sono:

  • Impianti tecnologici negli edifici: riscaldamento, climatizzazione, impianti elettrici, idrico-sanitari. La norma UNI EN ISO 52000 e le linee guida ENEA sull'efficienza energetica degli edifici pubblici sono ottimi riferimenti.
  • Lettura di tavole tecniche e schemi impiantistici: esercitarsi su elaborati reali, disponibili anche negli archivi pubblici di alcuni comuni e atenei.
  • Computo metrico estimativo: il Prezzario Regionale del Lazio è lo strumento di riferimento per i lavori pubblici nella regione.
  • Sicurezza nei cantieri: D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., con particolare attenzione al Titolo IV sui cantieri temporanei o mobili e alle figure del coordinatore per la sicurezza.

Sul versante normativo-amministrativo, il testo da studiare con maggiore attenzione è il D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 — il nuovo Codice dei contratti pubblici — con focus sulle procedure per l'affidamento di lavori, forniture e servizi. Non serve memorizzare ogni articolo, ma conoscere la struttura generale, le soglie di affidamento e le principali procedure (negoziata, aperta, ristretta) è indispensabile per questo tipo di ruolo.

A mio avviso, chi ha già esperienza lavorativa in un ufficio tecnico pubblico o in un'impresa che lavora con enti pubblici parte con un vantaggio reale. Ma anche chi viene dal privato può colmare il gap normativo con qualche settimana di studio mirato.

Retribuzione e prospettive di crescita

Il trattamento economico per il personale tecnico-amministrativo delle università pubbliche italiane è regolato dal CCNL Comparto Istruzione e Ricerca. Per l'Area dei Collaboratori, la retribuzione lorda mensile indicativa — da verificare nel bando e nelle tabelle contrattuali aggiornate — si posiziona generalmente nella fascia prevista per le categorie intermedie del contratto collettivo di riferimento.

Oltre allo stipendio base, il pacchetto retributivo nel pubblico impiego universitario include tipicamente: tredicesima mensilità, eventuali indennità legate alla posizione, buoni pasto e accesso al Fondo di Azione Sociale. Gli atenei offrono spesso anche agevolazioni per il personale, come sconti sui servizi universitari e accesso a convenzioni territoriali.

Sul piano delle prospettive di carriera, il sistema di classificazione del comparto prevede progressioni economiche orizzontali (legate all'anzianità e alla valutazione della performance) e progressioni verticali attraverso procedure selettive interne. La stabilità del posto, l'ambiente accademico e la possibilità di lavorare a contatto con progetti di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare universitario rappresentano elementi di attrattività che vanno oltre il solo dato salariale.

Per chi punta a una carriera nel settore tecnico della pubblica amministrazione, un'esperienza in un grande ateneo come Tor Vergata — con la complessità gestionale che questo comporta — è un passaggio formativo di tutto rispetto.

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Pubblicato il 26 marzo 2026

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