Concorso Professionista presso Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria - 1 posti
Informazioni Concorso
Ente
Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria
Ruolo
Professionista
Posti Disponibili
1
Scadenza
16 marzo 2026
Requisiti
Il Consiglio per la Ricerca in AgricolCOD. AVVISO n. 1 /2026_DTStura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CREA) – Direzione Tecnico Scientifica (DTS), in attuazione del Decreto del Direttore Generale n. 0015513 del 06/03/2026, mediante procedura di valutazione comparativa intende conferire un incarico ad elevato contenuto professionale ad un esperto di comprovata qualificazione per lo svolgimento di attività di studio, progettazione editoriale, produzione di contenuti e divulgazione scientifica del patrimonio storico-scientifico dell’Ente. La domanda di partecipazione dovrà essere compilata e presentata esclusivamente via internet, utilizzando la piattaforma informatica CREA DEMETRA raggiungibile al seguente link https://concorsi.crea.gov.it/webapp/concorsi Le domande dovranno essere presentate, entro e non oltre, a pena di esclusione, le ore 23:59 del giorno lunedì 16 marzo 2026. Eventuali quesiti di chiarimento potranno essere inviati al seguente indirizzo
Fonte: Portale InPA
C'è una certa rarità, nel panorama dei bandi pubblici italiani, nel trovare una selezione che metta insieme storia della scienza, comunicazione e patrimonio istituzionale. Il CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria – ha pubblicato un avviso di procedura comparativa (COD. AVVISO n. 1/2026_DTS) per conferire un incarico ad elevato contenuto professionale a un esperto di divulgazione scientifica. Un'occasione che, a mio avviso, merita tutta l'attenzione di chi lavora all'intersezione tra cultura scientifica e comunicazione istituzionale.
Il CREA non è un ente qualunque. È il principale ente pubblico italiano dedicato alla ricerca nel settore agroalimentare e forestale, con una rete di centri distribuiti su tutto il territorio nazionale e un patrimonio documentale e scientifico accumulato nel corso di decenni. Proprio questo patrimonio è al centro dell'incarico: si tratta di valorizzarlo, raccontarlo, renderlo accessibile attraverso attività editoriali e di divulgazione. Chi ama la storia della scienza applicata al territorio troverà qui un terreno particolarmente fertile.
Il bando, emanato dalla Direzione Tecnico Scientifica con decreto del Direttore Generale n. 0015513 del 6 marzo 2026, prevede un solo posto disponibile e una scadenza ravvicinata: le domande devono essere presentate entro il 16 marzo 2026. I tempi stretti non lasciano spazio alla procrastinazione.
Profilo cercato e requisiti da soddisfare
Il bando non cerca un generico comunicatore: vuole un professionista di comprovata qualificazione, con esperienza documentata nelle attività di studio, progettazione editoriale, produzione di contenuti e divulgazione scientifica. È un profilo ibrido, che richiede competenze sia nel mondo della ricerca che in quello della comunicazione culturale e scientifica.
Poiché l'avviso non specifica nel dettaglio tutti i requisiti di accesso, è fondamentale consultare il testo integrale disponibile sulla piattaforma CREA DEMETRA. In linea generale, per incarichi di questo tipo e livello, ci si aspetta:
- Laurea magistrale o titolo equivalente, preferibilmente in discipline scientifiche, umanistiche o della comunicazione
- Esperienza professionale documentata in ambito editoriale, divulgativo o di comunicazione scientifica
- Conoscenza del settore agricolo, agroalimentare o della storia della scienza applicata (costituisce titolo preferenziale)
- Cittadinanza italiana o equipollente, secondo i requisiti standard per gli incarichi presso enti pubblici di ricerca
- Assenza di condanne penali o procedimenti incompatibili con l'incarico da svolgere
L'aspetto più interessante di questa selezione è che si tratta di una valutazione comparativa per titoli: la qualità e la coerenza del curriculum con le attività richieste peserà in modo determinante. Non basta avere un bel titolo di studio: serve dimostrare di aver già fatto cose simili, e fatte bene.
Come presentare la candidatura
La procedura è interamente digitale. Le domande vanno compilate e inviate esclusivamente tramite la piattaforma CREA DEMETRA, raggiungibile all'indirizzo concorsi.crea.gov.it/webapp/concorsi. Non sono ammesse candidature cartacee o inviate via email: il sistema informatico è l'unico canale valido.
Il termine perentorio è fissato alle ore 23:59 del 16 marzo 2026. Superato questo limite, la domanda non verrà presa in considerazione, indipendentemente dalla causa del ritardo. Vale la pena sottolineare che i sistemi online possono andare in sovraccarico nelle ultime ore prima della scadenza: non aspettare l'ultimo giorno.
Per la presentazione della candidatura, tipicamente in questo tipo di selezione è necessario predisporre:
- Curriculum vitae aggiornato, con indicazione puntuale delle esperienze rilevanti
- Copia del titolo di studio e di eventuali titoli aggiuntivi (master, dottorati, specializzazioni)
- Elenco delle pubblicazioni, prodotti editoriali o contenuti divulgativi realizzati
- Documento di identità in corso di validità
- Ogni altro documento richiesto esplicitamente dall'avviso integrale
Per chiarimenti e quesiti è possibile contattare l'ufficio competente agli indirizzi indicati nell'avviso pubblicato su DEMETRA. La fonte ufficiale del bando è anche il portale InPA, il sistema informatico per la gestione del personale della pubblica amministrazione.
Il percorso selettivo: cosa aspettarsi
Trattandosi di una procedura di valutazione comparativa e non di un concorso pubblico tradizionale, il meccanismo di selezione ha caratteristiche proprie. Non ci sono, in linea generale, prove scritte con test a risposta multipla o prove orali strutturate come nei concorsi standard: la commissione valuterà i candidati principalmente attraverso l'analisi comparativa dei titoli e delle esperienze presentate.
È possibile che il bando preveda un colloquio o un'audizione con la commissione esaminatrice, soprattutto per verificare la coerenza tra il profilo dichiarato e le esigenze specifiche del progetto. Chi si trova in questa fase deve essere pronto a raccontare il proprio percorso in modo diretto e a portare esempi concreti di lavori precedenti – progetti editoriali, testi divulgativi, prodotti multimediali o archivi valorizzati.
La commissione, come da prassi per questo tipo di incarichi negli enti pubblici di ricerca, valuterà anche la pertinenza del progetto professionale rispetto alle attività indicate nell'avviso: studio e progettazione editoriale, produzione di contenuti, divulgazione del patrimonio storico-scientifico del CREA.
Come arrivare preparati alla selezione
Con una scadenza così vicina, il tempo per prepararsi è poco. Ma alcune mosse possono fare la differenza già nelle prossime ore.
Prima di tutto: leggi il testo integrale dell'avviso su CREA DEMETRA. Ogni parola conta in un bando, e i criteri di valutazione spiegano esattamente cosa la commissione premierà. Costruisci il tuo curriculum pensando a quei criteri, non a un modello standard.
Sul fronte dei contenuti, vale la pena approfondire:
- La storia e la struttura del CREA: i suoi centri, le sue missioni istituzionali, le pubblicazioni già prodotte
- Le tecniche di science communication e di progettazione editoriale per il pubblico non specialista
- Le metodologie di valorizzazione degli archivi e del patrimonio documentale scientifico
- Le normative di base sulla comunicazione pubblica e sugli enti di ricerca italiani
Se hai già realizzato prodotti editoriali o divulgativi legati al mondo agricolo, scientifico o istituzionale, raccoglili in un portfolio ordinato. In una valutazione comparativa, mostrare conta più che descrivere.
Retribuzione e prospettive professionali
L'avviso descrive l'incarico come relativo a un'attività ad elevato contenuto professionale. Per quanto riguarda la retribuzione specifica, il compenso e le condizioni economiche dell'incarico non sono riportati nei dati disponibili: è indispensabile verificarli nel testo integrale del bando ufficiale.
In termini di prospettive, lavorare per un ente di ricerca pubblico come il CREA rappresenta un'esperienza significativa nel curriculum di un comunicatore scientifico o di un esperto editoriale. La valorizzazione del patrimonio storico di un'istituzione con questa storia e questo peso nel settore agroalimentare è un progetto che lascia tracce concrete e riconoscibili. Non è un incarico routinario: è un lavoro che richiede visione e produce risultati visibili.
Chi è interessato a consolidare una carriera nella divulgazione scientifica istituzionale – un ambito in crescita, trainato anche dall'attenzione europea per la comunicazione della ricerca – troverà in questa selezione pubblica un'opportunità fuori dall'ordinario. Ma deve muoversi adesso.
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