Concorso ISTITUTO DI BIOMEMBRANE, BIOENERGETICA E BIOTECNOLOGIE MOLECOLARI DI BARI - CONCORSO (scad. 11 marzo 2026) presso CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE
Informazioni Concorso
Ente
CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE
Ruolo
ISTITUTO DI BIOMEMBRANE, BIOENERGETICA E BIOTECNOLOGIE MOLECOLARI DI BARI - CONCORSO (scad. 11 marzo 2026)
Scadenza
1 gennaio 1970
C'è qualcosa di affascinante nel modo in cui la ricerca scientifica italiana riesce, ogni tanto, ad aprire una porta concreta per chi vuole fare della scienza non solo una passione, ma una professione stabile. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale un nuovo bando che riguarda l'Istituto di Biomembrane, Bioenergetica e Biotecnologie Molecolari di Bari, uno dei centri di eccellenza del panorama scientifico meridionale. La scadenza per presentare la candidatura è fissata all'11 marzo 2026: ancora qualche settimana, ma il tempo scorre.
Il CNR non è un ente qualunque. Con oltre cento istituti distribuiti su tutto il territorio nazionale e una storia che affonda le radici nel 1923, rappresenta la spina dorsale della ricerca pubblica italiana. Lavorare all'IBIOM di Bari — questo l'acronimo dell'istituto — significa inserirsi in un contesto scientifico di alto livello, che si occupa di processi biologici fondamentali: dalla struttura e funzione delle membrane cellulari ai meccanismi bioenergetici, fino alle applicazioni di biotecnologia molecolare. Un ambito, vale la pena dirlo, che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita di interesse notevole, anche alla luce delle ricerche legate a malattie metaboliche e neurodegenerative.
Per chi ha un profilo scientifico e guarda con interesse al settore pubblico, questa selezione merita attenzione. Non tutti i giorni si presenta l'opportunità di entrare in un istituto con questa specializzazione, soprattutto in una realtà del Sud Italia che continua a distinguersi nel panorama europeo della ricerca.
Profilo cercato e requisiti di accesso
I dettagli precisi sui requisiti sono contenuti nel bando ufficiale, che è disponibile tramite la Gazzetta Ufficiale e il portale istituzionale del CNR. Detto questo, è possibile delineare il profilo tipico richiesto per posizioni di questo tipo all'interno degli istituti di ricerca del Consiglio Nazionale.
- Titolo di studio: generalmente laurea magistrale o specialistica in discipline biologiche, chimiche, biotecnologiche o affini; per profili più senior può essere richiesto il dottorato di ricerca. Verificare la specifica classe di laurea indicata nel bando.
- Cittadinanza: italiana o di uno Stato membro dell'Unione Europea, salvo diverse indicazioni per specifiche categorie professionali.
- Età: per i concorsi pubblici ordinari non esiste un limite massimo di età, salvo eccezioni legate al raggiungimento dei requisiti pensionistici.
- Conoscenza linguistica: la conoscenza della lingua inglese è quasi sempre richiesta nei contesti di ricerca scientifica, anche a livello documentale.
- Ulteriori requisiti: godimento dei diritti civili e politici, assenza di condanne penali ostative, idoneità fisica all'impiego — tutti elementi standard per l'accesso al pubblico impiego.
A mio avviso, l'aspetto più rilevante da verificare attentamente è la coerenza tra il proprio percorso di studi e l'indirizzo scientifico specifico dell'istituto. Il bando potrebbe prevedere requisiti molto mirati sulla specializzazione: leggere con cura le note tecniche è essenziale prima di procedere.
Come inviare la domanda
La procedura di candidatura per i concorsi del CNR avviene quasi sempre attraverso canali telematici. In linea con la digitalizzazione delle procedure concorsuali avviata negli ultimi anni, la piattaforma InPA (inpa.gov.it) è il punto di riferimento principale per l'invio delle domande di partecipazione alle selezioni pubbliche nazionali. È necessario registrarsi con SPID, CIE o CNS.
Per la presentazione della candidatura, è utile prepararsi con i seguenti documenti:
- Documento di identità valido
- Codice fiscale
- Curriculum vitae aggiornato, in formato europeo o secondo quanto richiesto dal bando
- Certificati o autocertificazioni relativi ai titoli di studio posseduti
- Eventuali pubblicazioni scientifiche o attestati di esperienze di ricerca
- Documentazione relativa a eventuali titoli preferenziali
Vale la pena sottolineare che l'autocertificazione, ai sensi del DPR 445/2000, consente di dichiarare gran parte dei titoli senza allegare i documenti originali in fase di candidatura. Tuttavia, tutto ciò che si dichiara deve essere verificabile e veritiero: le false dichiarazioni comportano l'esclusione immediata e conseguenze penali.
La scadenza del 11 marzo 2026 non va sottovalutata: i sistemi informatici tendono a registrare un picco di accessi nelle ultime ore utili, con il rischio concreto di rallentamenti. Presentare la domanda almeno due o tre giorni prima è una scelta saggia.
Il percorso selettivo: a cosa prepararsi
Le selezioni indette dal CNR seguono generalmente un iter strutturato che può includere una o più delle seguenti fasi. Il bando ufficiale è l'unico documento che chiarisce la struttura esatta delle prove previste.
Tipicamente, per profili tecnico-scientifici si può incontrare:
- Valutazione dei titoli: analisi del curriculum, delle pubblicazioni scientifiche, delle esperienze di ricerca documentate. In molti concorsi CNR questa fase ha un peso determinante nella graduatoria finale.
- Prova scritta: può avere forma di quiz a risposta multipla, domande aperte o elaborato tecnico-scientifico, con contenuti legati alle discipline di riferimento dell'istituto.
- Prova orale: colloquio con la commissione giudicatrice, spesso incentrato su competenze tecnico-scientifiche specifiche e, per le posizioni di ricerca, sulla discussione della propria attività svolta o di un progetto di lavoro.
L'aspetto più interessante di queste selezioni, a mio avviso, è che il curriculum e le pubblicazioni contano davvero — a differenza di molti altri concorsi dove tutto si gioca sulla prova scritta. Chi ha investito in dottorati, borse post-doc o collaborazioni internazionali parte con un vantaggio concreto.
Strategie di preparazione efficaci
Prepararsi per una selezione nell'ambito delle biotecnologie molecolari e della bioenergetica richiede un approccio selettivo e mirato. Non si tratta di studiare "tutto" — impossibile e controproducente — ma di consolidare le aree chiave e aggiornarsi sulle ricerche più recenti dell'istituto.
Alcune indicazioni pratiche:
- Studia la letteratura scientifica recente dell'IBIOM: consulta le pubblicazioni degli ultimi anni dei ricercatori dell'istituto su PubMed o ResearchGate. Capire su cosa lavora l'istituto aiuta a orientare la preparazione e impressiona la commissione.
- Ripassa i fondamentali: biochimica delle membrane, meccanismi di trasporto ionico, catena respiratoria mitocondriale, tecniche di biologia molecolare (PCR, clonaggio, espressione proteica) sono aree di base imprescindibili per questo tipo di posizione.
- Aggiornati sulla normativa del pubblico impiego: D.Lgs. 165/2001, principi di accesso agli uffici pubblici, regole sull'incompatibilità — argomenti che spesso compaiono nelle prove scritte dei concorsi pubblici di enti di ricerca.
- Prepara il curriculum in chiave scientifica: metti in evidenza le esperienze di laboratorio, le tecniche padroneggiante, le collaborazioni internazionali. Un CV scientifico si costruisce in modo diverso da un CV tradizionale.
- Esercitati con quiz a risposta multipla: alcune piattaforme online offrono simulazioni di concorsi pubblici scientifici — utili per allenare velocità e precisione.
Retribuzione e prospettive professionali
Le posizioni al CNR rientrano nel contratto collettivo nazionale del comparto Ricerca, uno dei CCNL del pubblico impiego che disciplina il trattamento economico e normativo dei dipendenti degli enti di ricerca pubblici, tra cui anche INFN, INAF, ENEA e appunto CNR.
La retribuzione varia in funzione del profilo contrattuale assegnato (ricercatore, tecnolo, collaboratore tecnico, funzionario) e dell'inquadramento nella relativa fascia stipendiale. I dettagli precisi — livello contrattuale, importo dello stipendio tabellare, eventuali indennità accessorie — sono da verificare nel bando ufficiale e nel CCNL vigente, consultabile sul sito dell'ARAN.
Quello che si può dire con certezza è che il lavoro in un ente pubblico di ricerca offre una serie di vantaggi strutturali: stabilità del contratto, accesso al Fondo Pensione Perseo Sirio, possibilità di progressioni economiche e di carriera, accesso a congedi e permessi regolamentati. Per chi viene dal precariato della ricerca accademica — borse, assegni, contratti a termine — entrare nel CNR rappresenta spesso un cambio di passo significativo in termini di certezze contrattuali.
Il bando ufficiale resta il documento di riferimento assoluto: prima di candidarsi, leggilo per intero, più di una volta. I dettagli fanno la differenza.
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